Quarta lezione del corso “CONOSCERE I FUNGHI”

DARE A CESARE QUEL CHE E’ DI CESARE

Articolo a cura di Delia Antonelli

e quale migliore citazione si potrebbe usare visto che l’amanita cesarea è uno dei funghi più buoni: letteralmente “cibo da imperatori”… Finalmente aggiungiamo qualche nota positiva, ebbene: i funghi possono essere curativi!

Durante il corso base conoscere i funghi iniziato il 16 Ottobre 2018 presso il LABORATORIO DI SCIENZE SPERIMENTALI di Foligno, dopo aver più volte insistito di: stare attenti a non raccogliere il carpoforo “sbagliato”; mangiare i funghi commestibili cotti, in piccole quantità e in pasti distanti tra di loro, è giunto il momento di parlare anche delle importanti proprietà medicinali!

Ci è chiara l’utilità di certi funghi anche dal ritrovamento Otzi nel 1991, una mummia di 5300 anni fa, che rappresenta una delle mummie più famose e importanti del mondo.

Il suo ritrovamento è unico e particolare perché quest’uomo, improvvisamente strappato alla vita, si è conservato perfettamente, con tanto di vestiario ed equipaggiamento completo…e aveva con se due specie di funghi entrambi oggi note per le loro proprietà medicinali: il Fomes fomentarius, il fungo dell’esca, probabilmente usato per fare il fuoco, e il Piptoporus betulinus, il poliporo della betulla, un fungo medicinale noto per la sua attività antibatterica e antitumorale. Il poliporo di betulla è anche famoso per la sua attività anti-infiammatoria ed antibiotica.

Non tutti sanno che nella medicina tradizionale cinese da secoli viene utilizzato il riso rosso fermentato con il Monascus purpuerus nel ridurre il colesterolo plasmatico in soggetti obesi o con una sindrome metabolica come quella del diabete.

Il mercato della monacolina è praticamente un monopolio cinese in quanto il processo di fermentazione del riso è utilizzato per il mantenimento del benessere umano nella popolazione cinese.

Nella realtà anche altri miceti producono monacolina con il loro metabolismo secondario.

Sono numerose le specie commestibili note per le loro eccellenti caratteristiche nutrizionali e organolettiche e che presentano applicazioni biotecnologiche e fra questi il Pleurotus ostreatus.

Recenti ricerche scientifiche confermano l’attività anticolesterolemica di monacolina K derivata da Pleurotus ostreatus e P. eryngii e ci prospettano interessanti scenari.

Il Prof. Luciano Loschi, capofila del progetto PLEOPLUS, con la partecipazione del Dip. Chimica, Biologia, Biotecnologie, la facoltà di Medicina dell’Università degli Studi Perugia, in particolare con la Dott.ssa Paola Angelini e con il sostegno della Regione Umbria, stanno portando avanti questo progetto, della durata di due anni, con azioni tese alla produzione di alimenti funzionali e nutraceutici a base di Pleurotus spp.

Per fortuna la società moderna tende sempre di più ad avviare un processo di prevenzione delle malattie, in particolare andando a rimuovere problematiche come l’obesità o le sindromi metaboliche che sono fattori di rischio cardiovascolare, una delle principali cause di mortalità nella nostra società. Ma ricordiamoci anche di camminare per boschi, respirando la natura ne avranno beneficio il corpo la mente e il cuore!

NB: si allega articolo di approfondimento.


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