Il Monte Acetella Tra il Ducato e le Terre Arnolfe Domenica 3 marzo 2019 – giornata intera


Il Monte Acetella
Tra il Ducato e le Terre Arnolfe
Domenica 3 marzo 2019 – giornata intera

Vedi Foto Luisa Giucca

Tra Spoleto e la Valserra si trova una fascia di monti di altezza modesta ma ricchi di storia e di valenze paesaggistiche e naturalistiche.

Qui l’uomo ha lasciato numerose tracce della sua presenza sotto forma di piccoli o minuscoli insediamenti, collegati da una gran quantità di carrarecce e stradine, un tempo utilizzate come comunicazione sia tra i centri abitati sia con i siti dove si svolgevano e ancora oggi, in misura ridotta, si svolgono le attività tipiche di quella parte di montagna (allevamenti, pascoli, raccolta delle castagne e taglio dei boschi).

Il nostro percorso partirà da Montebibico, il centro abitato più importante della zona e attraverso stradine e sentieri ci porterà a toccare i vari ambienti della zona e incontrare altri due affascinanti borghi, Catinelli e Castagnacupa, fino a risalire sulle creste erbose della fascia montana che sovrasta l’alta Valserra.

Dopo aver raggiunto l’Acetella, cima più alta della zona, ridiscenderemo a Montebibico dove si concluderà la nostra escursione.

N.B. il percorso non è difficile, ma, vista la presenza di numerosi saliscendi, di cui alcuni, seppur corti, abbastanza ripidi, si raccomanda l’uso dei bastoncini telescopici.

Programma:

Ritrovo alle 7.45 presso piazzale Winner
Partenza ore 8.00 per Montebibico (deviazione prima del valico della Somma)
Inizio Escursione 9.00
Durata 5 ore + le soste
Fine escursione ore 15.00 ca.

Percorso:

Distanza: 13.5 km
Difficoltà: E (Escursionisti)
Dislivello: 700 mt.

Attrezzatura necessaria:
Abbigliamento invernale da montagna con scarponi ben rodati, bastoncini telescopici, borraccia, pranzo al sacco.

PRENOTAZIONI
Entro il 02 marzo 2019 ai referenti sotto indicati:
Acc. Escursionista F. I. E. Achille Porzi tel. 3495727105
Acc. Escursionista F. I. E. Maura Fiorucci tel. 3474853723

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Monte Acetella

A Nord di Terni, al confine con Spoleto, stretto tra la Valle del Tescino e la Val di Serra, si trova il M. Acetella (1016 mt.); la sua altezza supera di poco i mille metri e dal cocuzzolo sommitale la vista spazia dalla Valle Spoletina alla Conca Ternana a quella di Rieti, dalla Valnerina ai Monti Martani. I suoi fianchi sono molto boscosi, dal leccio ai secolari castagni di Montebibico al raro pino d’Aleppo della Val Serra; i pendii sono solcati da numerosi fossi che scendono a picco sulle rispettive valli. L’incisa Val di Serra rappresenta un angolo di verde e di rocce a due passi dai fumi della città.

Montebibico

Appena sotto la cima orientale dell’Acetella, dominante una piccola valle agricola ad 800 m. di altitudine, si trova il paesino di Montebibico (nome latino che viene da “publicus”), ubicato a poca distanza dal Passo della Somma, é legittimo pensare che le sue vicende storiche siano legate a quelle dell’antica Flaminia di cui questo ramo (Narni-Terni-Spoleto-Foligno) rappresenta un diverticolo del tracciato primario (Narni-Carsulae- Massa Martana-Foligno). I dintorni sono caratterizzati da un meraviglioso bosco di castagni, di cui si possono osservare alcuni esemplari ultrasecolari.

Castagnacupa

Accovacciata alle pendici del Monte Acetella, in posizione vigile sulla sottostante Valle del Serra e in lontananza sulla piana spoletina, l’antico borgo di Castagnacupa conserva intatto nel suo riservato silenzio, il suggestivo fascino di un passato lontano.

L’elemento che rende unico il borgo di Castagnacupa è il suo paesaggio e la natura circostante: le aspre colline alternate a scoscesi pendii ricoperti da vegetazione cedua e arbustiva interrotta da ampi pascoli. 

Una tavolozza composta dal verde dei prati e dei boschi, dal bianco del borgo e dal marrone delle mulattiere.

A poche decine di metri dal borgo troviamo la chiesetta di S.Biagio, tardo-romanica, probabilmente risalente al XIV secolo. La facciata è sormontata da un campanile a vela.
L’interno è a navata unica ed è ornato da affreschi, mal conservati e di difficile lettura.
Nell’abside Madonna in Trono con Bambino tra San Biagio e Sant’Antonio da Padova.
Nel 1571 il Visitatore Apostolico di Spoleto, l’Arcivescovo di Gaeta Pietro de Lunel, secondo i dettami della Riforma tridentina ordinò la distruzione di una scultura in legno conservata nella Chiesa di San Biagio, perché vecchia e consunta.

Catinelli

L’antico borgo di Catinelli è il luogo più sperduto del Comune di Spoleto, al centro del triangolo formato da Montebibico, Castagnacupa e Pompagnano, a 802 metri di altezza. Domina dall’alto il piccolo nucleo di Catinelli, una piccola ma importante chiesa, quella della Purificazione di Maria o della Madonna di Candelora, bell’esempio di primo romanico spoletino, semplice struttura a capanna con campanile a vela disposto centralmente. Il semplice e racchiuso interno è ornato da affreschi del XVI secolo. Sulla parete di sinistra la Madonna del Latte (o di Loreto), datato 1577, sulla parete di fondo Madonna con Bambino in cielo tra gli angeli, in basso San Rocco, Santa Caterina d’Alessandria, Santa Lucia e Sant’Antonio Abate, in basso a sinistra resto di affresco del XV secolo di difficile lettura. Attualmente l’intero borgo è in vendita, alcuni locali sono utilizzati da un pastore di Baiano, che quassù tiene le sue greggi, ma non residente.

Terre Arnolfe

Con il termine Terre Arnolfe si designa una suddivisione storica dell’Umbria, localizzata prevalentemente sulle colline e sui monti Martani, in territorio della provincia di Terni, al confine con quella di Perugia, nelle zone di Montecastrilli, Acquasparta ed Avigliano Umbro. L’antica capitale era costituita dal paese di Cesi.

Storia

L’imperatore Enrico II, ultimo re di Germania e imperatore della dinastia sassone, giunse ad un accordo con il papa, accordo secondo cui l’Imperatore cedeva alla Chiesa i territori delle Terre Arnolfe e in cambio il papa cedeva alcuni altri territori in Carinzia. In forza di questo patto, i discendenti di Arnolfo divennero vassalli della Chiesa. Quindi questi territori imperiali, noti con il nome di predium Terma, vennero ceduti alla Chiesa: Quoddam nostri iuris predium Terma dictum in ducatu Spoletano et in comitatu Narnensi situm. È interessante osservare che nell’atto non si parli di Comitatus Tudertinus. Il fatto tuttavia certo è che i conti Arnolfi risultano feudatari di questi territori a cavallo tra i comitati di Todi, Narni, Terni e Spoleto. Ciò è provato dalle numerosissime donazioni fatte all’Abbazia di Farfa.

Un aspetto importante riguarda l’estensione delle Terre Arnolfe. Non esiste un documento scritto in cui viene riportato che Farnetta facesse parte delle Terre Arnolfe; tuttavia la donazione del 1112, del conte Rapizone degli Arnolfi, della chiesa di Farnetta al monastero di Farfa sembra definitivamente risolvere il problema della determinazione dell’estensione del Contado nell’XI e XII secolo. È noto, infatti, che capitale delle Terre Arnolfe fosse Cesi e che nel corso dei secoli l’estensione di tale territorio diminuì notevolmente.

Secondo il Milj, fanno parte delle Terre Arnolfe i castelli di San Gemini, Cesi, Portaria, Acquasparta, Massa, Macerino, Castiglione, Purzano, Acquapalombo, Appecano, Balduini, Fogliano, Rapicciano, Collecampo, Cisterna, Scoppio, Firenzuola, Messenano, Arezzo, Palazzo, Rivosecco, Poggio, Villa S. Faustino, Casigliano, Montignano, Mezzanelli, Castel del Monte, Configni, Scajano, Quadrelli, Cicigliano, Montecastrilli. A questo elenco il Ceci aggiunge le terre di Avigliano, Collesecco e Farnetta fino a Castel dell’Aquila (in quel tempo non ancora esistente).

LE USCITE SONO APERTE AI SOLI TESSERATI F.I.E. PER L’ANNO IN CORSO. ECCEZIONALMENTE, PER COLORO CHE DESIDERINO FARE UNA PRIMA ESCURSIONE DI PROVA CON L’ASSOCIAZIONE, POSSONO PARTECIPARE VERSANDO LA QUOTA DI 5 EURO PER LA COPERTURA ASSICURATIVA GIORNALIERA E COMUNICANDO, ALMENO IL GIORNO PRECEDENTE L’USCITA, IL PROPRIO NOME, COGNOME, LUOGO E DATA DI NASCITA ALL’ACCOMPAGNATORE REFERENTE. SONO ESCLUSE LE USCITE DI PIU’GIORNI E QUELLE ORGANIZZATE IN PULLMAN. E’IMPORTANTE, SOPRATTUTTO ALLE PRIME ESPERIENZE ESCURSIONISTICHE, CONFRONTARSI E CHIEDERE QUALSIASI DELUCIDAZIONE ALL’ACCOMPAGNATORE, COMUNICANDO EVENTUALI PROBLEMATICHE DI QUALSIASI NATURA. PER LA PARTECIPAZIONE ALLE USCITE, AI FINI DELLA SICUREZZA PERSONALE, E’RICHIESTO ABBIGLIAMENTO E ATTREZZATURA IDONEA DESCRITTA ALLA VOCE “ATTREZZATURA NECESSARIA”. PER RAGIONI TECNICHE, CLIMATICHE O DI ALTRA NATURA, LE ESCURSIONI POTRANNO ESSERE ANNULLATE O SUBIRE VARIAZIONI AD INSINDACABILE DECISIONE DEGLI ACCOMPAGNATORI.

Vieni a camminare con noi


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